Le tradizioni pasquali nei piccoli borghi

L’idea di realizzare un articolo dal titolo “Dialoghi sulle tradizioni Pasquali” viene dalla domanda:

Cosa succede nei borghi d’Italia durante la Settimana Santa?

Scopriamo insieme il caso di un piccolo borgo d’Italia, situato sulla cima di una collina nel centro Italia, nella regione Umbria: #civitelladellago

Pasqua è alle porte e, non potendo vivere personalmente le tradizioni che si susseguono in questo periodo a causa del Covid-19 (qui trovi il nostro articolo sui Borghi ai tempi del coronavirus) abbiamo intervistato Barbara Bilancioni, Presidente dell’Associazione Culturale Ovo Pinto di Civitella del Lago.

Barbara tu sei una Civitellese doc e da due anni Presidente dell’Associazione Ovo Pinto. Di cosa si occupa l’Associazione?

L’Associazione è nata per valorizzare un’antica tradizione pasquale del colorare le uova. Durante la Settimana Santa infatti, si prendevano le uova e le si facevano bollire insieme ad elementi vegetali quali spinaci, rapa rossa, zafferano, prima di consumarle durante la colazione di Pasqua e dopo la benedizione del parroco.

Uova bollite e uovo dipinto
Uova bollite e uovo dipinto

Dalla bollitura degli spinaci si può ottenere infatti il verde, dalla rapa rossa il rosso, dallo zafferano il giallo, e così via, e le uova, avendo il guscio calcareo, poroso, assorbono i colori dei vegetali rapidamente con un risultato estetico molto bello.

Ma questa antica tradizione di bollire le uova esiste ancora tra le famiglie?

Assolutamente si! Lo facciamo sempre con l’unica differenza che le uova sode oggi le consumiamo come antipasto per il pranzo pasquale. Anticamente infatti si digiunava dal Venerdì Santo, ecco perché le uova si consumavano la mattina di Pasqua insieme alla Pizza Salata al formaggio e al capocollo. Oggi non si fa più il digiuno, e comunque non riuscirei a mangiare tutto questo per la colazione!

Che cos’è l’Ovo Pinto?

E’ un concorso artistico nato nel 1982 che premia le uova dipinte più belle. L’Associazione infatti, per valorizzare l’antica tradizione del colorare le uova bollite, ha deciso di creare questo concorso che inizialmente era rivolto solo alle scuole, ma poi negli anni, considerato il successo che sta avendo, ha deciso di estendere la partecipazione a tutti.

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A parte l’estensione ad altri partecipanti, cosa è cambiato rispetto alle prime edizioni?

Nei primi anni del concorso le uova venivano consegnate “piene”. Questo significa che dopo un po’ di giorni rilasciavano un odore piuttosto sgradevole per cui il comitato doveva necessariamente buttarle. Volendo invece conservare le uova, anche per un fatto puramente storico, si è deciso di ovviare a questo problema svuotandole oppure aspirandone il contenuto.

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Oggi infatti chiediamo ai partecipanti di svuotarle facendo un piccolo forellino con un ago alle estremità, o, nel caso in cui ci siano uova di struzzo – perché oltre all’uovo di gallina negli anni sono state introdotte altre tipologie – di fare un foro con un trapano. In questo modo, di anno in anno, riusciamo a conservare tutte le uova che ci vengono consegnate.

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Il Museo dell’Ovo Pinto

Come funziona il concorso?

Il comitato dell’Associazione ogni anno delinea un tema, quest’anno ad esempio è il Cinema, e gli aspiranti partecipanti suddivisi nelle categorie studenti, dilettanti o artisti possono partecipare spedendoci o consegnandoci a mano l’uovo dipinto.

Uovo

In genere il concorso lo apriamo molti mesi prima della Pasqua, settembre, ottobre, o anche prima, e lo chiudiamo un mese prima di Pasqua. Una volta che le uova arrivano allestiamo l’esposizione dal giorno di Pasqua fino al 1 Maggio, giorno in cui il comitato composto da 4 membri esterni e 1 membro del CdA dell’Associazione, premia il vincitore.

E le custodite tutte?

Si le custodiamo tutte, anche perché il concorso prevede che le uova, una volta consegnate, rimangano all’Associazione.

E come fate a conservarle?

Inizialmente in effetti era un problema e abbiamo dovuto arrangiarci conservandole in diverse location del paese. Dal 2005, proprio per ovviare a questo “problema”, abbiamo deciso di aprire un Museo e ogni anno, per dare visibilità a tutta la collezione, cambiamo l’esposizione.

Devo dire che, in ogni caso, dopo un po’ di tempo il “problema” si ripresenta, ma abbiamo tante collaborazioni e le uova vengono spesso richieste da altri siti culturali per delle esposizioni.

Quando è possibile visitare il Museo?

E’ visitabile sempre tutto l’anno, nei weekend! Basta un colpo di telefono e scendo io da casa in 5 minuti o qualcun altro dell’Associazione.

Immagino anche tu avrai partecipato al concorso.

Si, partecipai nel 2007 con un uovo sul tema “surrealismo”. E ancora oggi mi emoziona vedere il mio uovo ancora esposto.

Barbara nel Museo dell'Ovo Pinto
Barbara nel Museo dell’Ovo Pinto

Come gestirete quest’anno il concorso con la situazione Covid-19?

Quest’anno sia il concorso che la l’apertura della mostra li abbiamo posticipati, ma in ogni caso li faremo, anche se fosse a dicembre!

Cosa significa per te essere parte attiva di questo evento?

E’ un orgoglio! Lo vivo con gusto e con la consapevolezza di avere una grande responsabilità nel portare avanti questa tradizione. Il nostro è il “borgo delle uova” e sempre dovrà esserlo!

C’è qualcosa che ti ha colpito in particolare in questi anni?

Ogni anno c’è sempre qualcosa che ci lascia di stucco, per l’idea o per l’assemblaggio. Ci arrivano delle uova che sono delle vere e proprie sculture ed è sempre una grande emozione vedere tanta creatività!

Uovo ispirato a Leonardo Da Vinci
Uovo ispirato a Leonardo Da Vinci

L’uovo che vi è arrivato da più lontano?

Messico! Quest’anno però ci stanno arrivando anche dalla Russia.

Grazie Barbara!

Grazie a te e spero di vederci presto nel nostro bellissimo borgo!

 

Dove si trova il Il Museo dell’Ovo Pinto

Il Museo dell’Ovo Pinto si trova nell’antico borgo medievale di Civitella del Lago, in cima ad una collina (476 m s.l.m.) che domina il lago di Corbara e la media valle del Tevere, esattamente a metà strada tra Orvieto e Todi. Il paese offre un panorama mozzafiato da ammirare affacciandosi dalle antiche mura di piazza del Belvedere.

Il Museo fa parte inoltre della Rete dei Piccoli Musei Umbria e Lazio “Circuito condito ad Arte”, gioielli nascosti fuori dagli itinerari turistici più frequentati.

Museo dell’Ovo Pinto 

Piazza Giuseppe Mazzini 9

Civitella del Lago (TR)

http://www.ovopinto.it

 

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